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Redazione Perizie Econometriche su Rapporti Bancari


 

Avv. Fiduciario di Farmacie Unite Treviso

LAPET

Siamo lieti informare che la
Lapet - Associazione Nazionale Tributaristi ha riconosciuto all'avv. Massimo Meloni il ruolo di formatore accreditato. Un bel traguardo per lo studio.

Farma Mese

Sin dal 2020 l'avv.Massimo Meloni gode della fiducia della rivista Farma Mese sulla quale scrive di diritto bancario. Potete trovare gli articoli [QUI]

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Sentenza Corta d'Appello di Firenze del 09/06/2022 Sentenza Corta d'Appello di Firenze del 09/06/2022

Data di inserimento: 28/06/2022
Data modifica: 28/06/2022
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Corte di Appello di Firenze
Sentenza 9.6/ 23.6.2022
Avverso sentenza tribunale di Siena.


L’importanza della impugnazione

Volutamente il commento assume un titolo curioso e provocatorio.
Sembrerebbe logico che una impugnazione goda di una propria autonomia.
Chi pratica il diritto processuale sa bene che spesso non è così.

Nel caso trattato, viceversa, si ha piena applicazione della autonomia di giudizio della quale ogni grado di giudizio dovrebbe essere connotato.

La storia del processo
Adito il tribunale di Siena per contestare vari contratti di conto corrente accesi nel tempo con la banca locale, il giudice ammetteva ctu su un solo conto.
All’esito della quale la causa veniva trattenuta in decisione.
Dopo di che la sentenza.
Ebbene, a fronte di una ctu favorevole (espletata su un solo conto corrente) e di un diritto evidente del correntista, il tribunale di Siena rigettava la domanda e condannava il cliente della banca /attore alle spese legali in ragione di euro 13.000 ed alle spese di ctu.
Superato il primo momento di sconcerto, si decideva di andare in appello.
E si ha la sentenza oggi in commento.
La premessa del ragionamento della Corte di Firenze la si coglie a pag. 8.
Si legge “La sentenza qui impugnata, nella costruzione del suo percorso logico-argomentativo, non consente appieno di individuare i presupposti in fatto ed in diritto posti a fondamento fella decisione”.
E già qui la soddisfazione è notevole,

Veniva, poi, rigettata la eccezione di inammissibilità dell’appello come pure la eccezione di prescrizione.

Nel merito
La Corte riteneva la ctu espletata in primo grado esaustiva e ne seguiva il ragionamento.

In accoglimento parziale dell’appello, venivano revocate le condanne sia alle spese di lite che di ctu. Confermata nel merito la ctu.
E la banca condannata.

La lettura della sentenza, peraltro, consente di verificare che neanche la stessa è immune da vizi.
Non si pronuncia sulla nullità della sentenza di primo grado ex art. 112 c.p.c. per non avere questa risposto ad alcune domande (lo si evince dalle conclusioni come riportate in sentenza)
Non stigmatizza la eccezione della banca che la istanza ex art.119 tub era stata avanzata a ridosso della citazione, ritenendola, quindi come non avanzata.

Compensa le spese in ragione dei 4/5 quando:
l’appello nel merito veniva accolto;
sì aveva il rigetto delle eccezioni avanzate dalla banca (inammissibilità dell’appello e prescrizione).
Veniva accolto il merito.
Ed altro.
La cassazione porrà rimedio.
Ma certo è che fa sempre piacere vedere che il Giudice di secondo grado ha goduto di autonomia e non si è appiattito sul primo grado.

La parte tecnica e la perizia sono state seguite dalla Riba srl.
Causa avv. Massimo Meloni

Ordinanza Tribunale di Milano del 30/05/2022 Ordinanza Tribunale di Milano del 30/05/2022

Data di inserimento: 02/06/2022
Data modifica: 02/06/2022
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Tribunale di Milano
Ordine di esibizione alla ASL dei documenti mensili relativi a crediti di un farmacista  

Si tratta di una causa promossa da un farmacista nei confronti di una nota finanziaria dei farmacisti.
L’attore precisava, oltre ad altre domande, che per contratto aveva ceduto-a titolo di garanzia del puntuale rispetto del pagamento del mutuo- i crediti che mensilmente maturava verso la ASL.
La finanziaria incassava e gestiva le somme.
Una volta pagata la rata, rimetteva la differenza al cliente senza alcun rendiconto.
Di tale aspetto l’attore lentava la poca trasparenza.
Chiedeva di acquisire tutta la documentazione presso la ASL.
Per poi procedere a verifica.
Il Giudice, dopo riserva istruttoria, emetteva la ordina allegata.
Disponendo la esibizione della documentazione a cura della ASL.

In buona sostanza si tratta dei c.d.  costi occulti nei finanziamenti: le garanzie collaterali
Obbligo di rendiconto ex art. 1713 cc

Nelle varie analisi della normativa sulla usura e sulla indeterminatezza, in fase applicativa, abbiamo spesso parlato del costo che “appare “nei vari finanziamenti ovvero il tasso di interesse corrispettivo.
Che è la componente piu’ importante del TAEG ovvero del tasso annuale effettivo globale: il costo totale del finanziamento.
Tutto sarebbe chiaro se si trattasse dei costi che appaiono indicati nel contratto.

Viceversa, solitamente, i contratti vedono anche costi che, sull’immediato, non vengono considerati dal cliente desideroso di concludere e che si limita a chiedere -appunto- quale sia il tasso da pagare ritenendolo il solo costo importante.
Per poi pagare rate esosissime oltre ad altri costi che sostiene.

Quindi tutti i costi collegati alla operazione debbono rientrare nel TAEG ed il cliente deve sapere cosa paga e quanto paga.

Si tratta dei c.d.  costi occulti

Ad esempio i contratti di finanziamento per i farmacisti non vedono soltanto l’obbligo di rimborso ad un certo tasso.
Ma prevedono anche garanzie reali (es. l’ipoteca) ed anche la cessione dei crediti ASL con regolare atto notarile e mandato a riscuotere.

Per come si sviluppa il rapporto, i costi derivanti sono notevoli.


Per capire di cosa stiamo parlando occorrono due parole su come funziona la cessione dei crediti ASL che, mensilmente, il farmacista matura.
Con atto notarile la finanziaria si fa cedere dal farmacista i crediti che lo stesso matura, tempo per tempo, verso la ASL. La cessione copre l’intero piano di ammortamento anche se variabile.

Quindi la ASL anziché al farmacista, pagherà alla finanziaria, tutti i mesi

Questa, mediante opportuno contratto di mandato a riscuotere, incassa direttamente TUTTI i crediti (e non solo quelli della rata a scadere) maturati.
Ogni mese, una volta appurato che la rata è stata pagata, la finanziaria rimette la differenza al farmacista trattenendo l’importo relativo al mese successivo.


Esperienza insegna che non collimano mai i due importi e che non viene mai fornito al cliente il rendiconto.
Insomma, se la finanziaria incassa dalla ASL 100 euro e restituisce una somma X, al netto della rata (capitale e interessi) deve rendicontare anche i costi che ha trattenuto.
Siamo certi che quanto corrisposto sia realmente la somma per differenza?

Le valute

Il deposito delle somme derivante dalla cessione (sui conti della banca) è infruttifero per il farmacista. Mentre la finanziaria/banca prende interessi sui depositi.
E magari il farmacista usa il proprio fido per quel mese. Quindi paga interessi.

Abbiamo accertato che una nota finanziaria trattiene la somma integrale del mese precedente allo scadere della rata del mese successivo. Per poi svincolare le somme residue per differenza somme senza rendiconto. Le somme trattenute sono anche 10 volte la rata.
Così facendo trattiene per un mese le somme sui propri conti.


Chiarito il meccanismo, che porta a volte a raddoppiare il costo effettivo del finanziamento, cosa può fare il farmacista?
Occorre sapere che la finanziaria è obbligata a rendicontare la gestione del credito altrui.

Articolo 1713 Codice Civile
(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Obbligo di rendiconto
Dispositivo dell'art. 1713 Codice Civile
Fonti → Codice Civile → LIBRO QUARTO - Delle obbligazioni → Titolo III - Dei singoli contratti → Capo IX - Del mandato → Sezione I - Disposizioni generali
Il mandatario deve rendere al mandante il conto del suo operato e rimettergli tutto ciò che ha ricevuto a causa del mandato(1).
La dispensa preventiva dall'obbligo di rendiconto non ha effetto nei casi in cui il mandatario deve rispondere per dolo o per colpa grave(2).

Cosa fare allora per verificare se i costi applicati sono derivanti dal contratto e se sono esatti?
E ricalcolare le valute?
Se la banca non è solita inviare il rendiconto dei movimenti che indichi con esattezza quali costi ha addebitato, il farmacista deve richiedere con raccomandata copia dello stesso.
Se la banca non ottempera, rimane fare ricorso al tribunale per avere ordine di esibizione dei mandati di pagamento.
Ottenuti i quali, si potrà procedere a verifica dei costi applicati, delle valute ecc.
Proprio come avvenuto con la ordinanza di seguito pubblicata.

Causa Avv.Massimo Meloni
CTP e perizie Riba srl

Ordinanza Tribunale di Milano del 05/04/2022 Ordinanza Tribunale di Milano del 05/04/2022

Data di inserimento: 12/04/2022
Data modifica: 12/04/2022
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Tribunale di Milano

Ordinanza de. 5.4.2022 ammissiva di ctu
Indeterminatezza in contratto di mutuo

Il tribunale di Milano, in accoglimento dell’istanza dell’attore, procede a nomina di ctu su un contratto di mutuo.
La cosa interessante è che si verte in punto di indeterminatezza del tasso di interesse.
L’attore-farmacista-lamentava la assenza in contratto di un valido tasso di interesse nominale (TAN) e chiedeva-previa declaratoria di indeterminatezza- il ricalcolo del piano di ammortamento ex art.117 TUB.

Il Giudice, rilevata la effettiva assenza del tasso, ed anche a seguito delle difese della finanziaria, indica al ctu di verificare se il contratto contenga altresì criteri prestabiliti ed elementi estrinseci, oggettivamente individuabili per la concreta determinazione del tasso “.
Così rifacendosi all’orientamento della Cassazione (16907/2019;12889/2021)

Un contratto di mutuo, infatti, anche se non contiene il tasso indicato, deve contenere un criterio certo ed oggettivo per la sua determinazione e determinabilità.
Senza alcuna discrezionalità e/o ipotesi di errore
Tutto a fini di trasparenza.
Causa Avv.Massimo Meloni
Ctp e fase peritale Riba srl
Segue ordinanza

Massimo Meloni

Sentenza Tribunale di Milano del 17/03/2022 Sentenza Tribunale di Milano del 17/03/2022

Data di inserimento: 23/03/2022
Data modifica: 23/03/2022
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Tribunale di Milano
Ripetizione d’indebito su mutuo estinto
Indeterminatezza
Ricalcolo e condanna

In accoglimento della domanda di indeterminatezza per assenza di un valido tasso di interesse, il tribunale condanna una nota finanziaria delle farmacie.

Il mutuo di nozionali euro 450.000 del 2005 era stato estinto nel 2011.
Come noto il termine di prescrizione è di10 anni.

Il cliente nel 2018 agisce in ripetizione, supportando la domanda con una perizia contabile.

Il presupposto dell’azione era la assenza in contratto di un valido TASSO annuale nominale (TAN).

A nulla è valsa la difesa avversaria che sosteneva esistere il taeg/isc.
Giustamente definiti dal tribunale soltanto degli indicatori di costo, neanche comprensivi di tutti i costi effettivi.

Né che, per ovviare all’obbligo di legge ex art. 117 quarto comma, venisse indicato un criterio (tra l’altro non apparente nel contratto).
La indicazione del tasso è un obbligo espressamente previsto dalla legge e tale obbligo non può essere surrogato .
In difetto, in applicazione dell’art. 117 c.6 e 7, si dovrà procedere a riformulare il piano di ammortamento mediante ctu.
Cosa avvenuta.
In base al ricalcolo nel seppur breve periodo di sei anni (2005/2011) il cliente aveva versato in eccesso la somma di euro 99.745,41.
E la finanziaria viene condannata pagare tale somma, oltre interessi di legge dalla domanda.
Domanda già avanzata con missiva ex art.119 tub ben prima della causa. Per cui anche gli interessi saranno importanti.
La azione è relativa alla ripetizione di indebito ex art. 2033 cc che vede la sua prescrizione in 10 anni.
Da quando? Il mutuo è un contratto di durata, per cui la prescrizione è di 10 anni dalla sua chiusura.
Ripetizione facente seguito (quale conseguenza) alla domanda di accertamento della nullità parziale del contratto, per quanto detto.
La condanna è relativa anche alle spese di giudizio ed alla ctu.
Causa avv. Meloni
Perizia e ctp Riba srl

Ordinanza Corte d'Appello di Torino del 03/03/2022 Ordinanza Corte d'Appello di Torino del 03/03/2022

Data di inserimento: 11/03/2022
Data modifica: 11/03/2022
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Corte di Appello di Torino
Ordinanza di rimessione in istruttoria (25.2- 3.3.2022)
Nomina di ctu e revisione dei rapporti di conto affidati

Meno male che l’Appello c’è!


La Corte di Appello di Torino si occupa, su ricorso di un cliente assistito dallo scrivente studio, di due conti correnti ipotecari molto importanti.
L’appello si è reso necessario perché-incredibilmente- in primo grado il tribunale di Cuneo aveva “glissato” velocemente su fatti storici, documentati, che avrebbero portato a ben altri risultati (recte: avrebbero dovuto portare).
Emettendo, viceversa, sentenza di rigetto e condanna alle spese.
Ovviamente senza avere ammesso ctu sui rapporti.
Né ordine di esibizione degli estratti e dei contratti.
Nonostante la preventiva richiesta avanzata ex art.119 tub.
Incredibile, ma vero.
Soltanto la fiducia del cliente, superato lo stordimento per la sorpresa negativa dovuta agli esiti di un processo che si consideravano sicuri in funzione della ormai consolidata giurisprudenza, ha consentito ed anzi, voluto. l’appello.
Ma pazienza. A pensar male……………diceva un personaggio….
Ebbene.
La Corte di Appello, con la ordinanza in oggetto, rivede totalmente la posizione.
Nomina ctu;
indica di verificare tutto il periodo di rapporto con esclusione (previa indagine) delle poste non pattuite;
Dispone la “ricucitura” tra saldi di (eventuali) periodi che trovassero la prova documentale nell’estratto;
assegna quesito chiaro sulla c.m.s.
Connota della giusta attenzione gli atti interruttivi per la verifica delle rimesse solutorie.
Insomma, un totale ribaltamento della “incresciosa “sentenza di primo grado.
Giuramento a breve.

Vi terremo informati sugli esiti.

Causa avv. Meloni

C.T.P. Riba srl

Segue ordinanza

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